History of Pink Floyd Ch.8

I nuovi Pink Floyd Il contratto prevedeva che dalla colonna sonora del film si traesse un album con le nuove composizioni, ma il materiale non era sufficiente per un disco che potesse soddisfare. Waters in quel periodo era ispirato dalla ritorsione militare inglese contro l’Argentina per il controllo delle Isole Falkland ed aveva scritto ed inciso nuove composizioni circa quel conflitto praticamente senza mai consultarsi con i compagni. Fu una deviazione decisiva dalla normale linea di condotta e, alla luce anche della recente uscita dal gruppo di Wright, parve che Waters avesse assunto l’assoluta responsabilità del gruppo. Nel maggio del 1983 esce The final cut e per i PINK FLOYD iniziò il periodo più turbolento della loro storia. Con The final cut si arrivò al punto che Waters non ne voleva neanche sapere del materiale presentato da ciascun altro, l’impressione fu che quella democrazia che aveva sempre caratterizzato l’interno del gruppo fosse ormai terminata. Waters stesso ammise che fu un periodo sgradevole dove la faceva da padrone il sentimento di riluttanza nei confronti del resto della band, in particolare David Gilmour che non volle mai sottomettersi alla sua autorità. Accettò solo di suonare rinunciando a tutti i crediti di produzione, solo per semplificarsi la vita. Tutto ciò garantì a Waters un potere che, oltre al suo smisurato ego, lo lasciava libero di agire come se i compagni fossero solo delle mani prese in prestito. La stessa copertina dell’album fu sotto il controllo artistico di Roger ed alla fine The final cut venne fuori come una specie di Requiem dedicato al padre, Eric Fletcher Waters e se non altro diede finalmente pace al suo fantasma. Fu l’album meno venduto del gruppo e non entrò neanche tra i primi 5 e Gilmour ci tenne a sottolineare che il materiale era molto scadente rispetto ai precedenti album data la mancanza dello sforzo unitario del gruppo. Non avendo alcuna intenzione di portare l’album in Tour, la band era ora in vacanza permanente. L’assenza del nome di Richard Wright dalla copertina e la mancata tournèe alimentò in maniera crescente la convinzione che i PINK FLOYD si fossero ormai sciolti e lo stesso nome dato al disco “Il taglio finale”, fu considerato come il segnale della definitiva uscita di Roger Waters dal gruppo. All’insaputa del grande pubblico, Roger Waters aveva tecnicamente dato le dimissioni alla fine del 1985. La EMI e la CBS Records furono avvertite tramite un comunicato che l’artista riteneva la Band esaurita e che non avrebbe più inciso dischi con Gilmour e Mason o chiunque altro con il nome PINK FLOYD, lasciando intendere che gli altri non possedessero le qualità per andare avanti da soli. Circa un anno dopo, ad un incontro di routine della Pink Floyd Music Ltd, venne a sapere che David Gilmour e Nick Mason avevano aperto un nuovo conto corrente dove far transitare le spese e gli incassi per quello che veniva definito come “il nuovo progetto PINK FLOYD”. Waters ne rimase profondamente offeso ed avviò un procedimento legale per determinare la natura del sodalizio dei Pink Floyd. Il 31 ottobre 1986 si aprì il processo, che nella speranza di Waters, avrebbe fatto valere la sua tesi: lui era l’autore della maggior parte delle canzoni del gruppo, dunque aveva il diritto di impedire agli altri lo sfruttamento del nome PINK FLOYD a fini commerciali. In pochi giorni tutti i quotidiani strillarono la notizia dello scioglimento del gruppo, ma Gilmour e Mason risposero tramite un comunicato stampa rilasciato dalla casa discografica “I Pink Floyd sono vivi ed in ottima salute e stanno registrando in Inghilterra”. Da parte sua, Gilmour affrontò di mala voglia l’azione legale: “Penso sia abbastanza inutile dopo aver passato moltissimi anni insieme raggiungendo grandi traguardi. E’ un peccato, certo, quando qualcuno vuole andarsene, ma ciascuno è libero di fare ciò che vuole e questa è una sua decisione. Quello che è triste e inutile in questa storia è cercare di impedire a qualcun altro di portare avanti i suoi legittimi progetti in campo artistico e commerciale.” Alla fine Roger Waters abbandonò l’azione legale e concesse a Gilmour di continuare ad usare il nome Pink Floyd. Gilmour e Mason, che avevano già cominciato a registrare nell’autunno del 1986, erano convinti di poter realizzare un nuovo album piuttosto che portare in giro uno show di Greatest Hits e questa si rivelò una mossa azzeccata dato che il disco che ne venne fuori ben presto divenne un Best Seller mondiale. A momentary lapse of reason uscì nel settembre 1987, fu prodotto da Bob Ezrin e fu il primo album in 14 anni a non seguire una strada “concettuale”. L’idea del “concept album” fu tentata per parecchio tempo, furono arruolati il poeta inglese Roger McGough e la compositrice canadese Carole Pope nella speranza di dare al materiale composto una forma unitaria, ma alla fine l’idea venne abbandonata in favore di un approccio più convenzionale con canzoni non legate tra loro tematicamente. Quanto a Richard Wright, l’idea di tornare a suonare (come membro ufficiale e non come session man) con il gruppo, piacque molto anche se successivamente per ragioni legali non potè essere reintegrato ufficialmente nei PINK FLOYD. Ovviamente dopo l’uscita dell’album non mancarono le velenose critiche di Waters, il quale accusò Gilmour di aver accredito un gran numero di musicisti per portare a termine l’opera. Gilmour s’infuriò ricordando a Waters che era talmente egoista che ogni volta, dopo l’uscita di un album, dimenticava l’importantissimo apporto creativo offerto non dando crediti a nessuno:l’importante era che il lavoro fosse portato a termine. Alcuni pezzi di Animals suonati quasi esclusivamente da Gilmour oppure un paio di brani di The Wall composti da Ezrin, ma alla fine l’intero lavoro era firmato esclusivamente da Roger Waters. Per completare il “rientro” in tutti i suoi aspetti, Gilmour mise in piedi una produzione sbalorditiva allo scopo di ricreare quello show che tanto li rese famosi. Con Mason investirono di tasca propria circa 3 milioni di dollari, ma trovare un promoter e un agente che se la sentissero di assumersi un rischio quasi pari al loro si rivelò più difficile del