A saucerful of secret

L’arrivo di Gilmour non doveva rappresentare un grosso sconvolgimento all’interno del gruppo, infatti l’idea era quella di mantenere due chitarristi: Syd e David.

Barrett si sarebbe dedicato maggiormente alla composizione ed a suo piacimento poteva inserirsi nei concerti dal vivo, quindi era importante mantenere Syd nel nucleo dei Pink Floyd evitando però di ritrovarsi a suonare in tre. A David basta un mese per inserirsi alla perfezione nel repertorio del gruppo, ma a Syd l’idea di dividere il posto con un altro non piaceva affatto e fu così che il 2 marzo esce ufficialmente dal gruppo, con notevoli contestazioni da parte dei fans che non vedevano di buon occhio l’uscita del “genio”. La leadership passa a Roger Waters e Richard Wright che intendono rispettare tutti i loro impegni e soprattutto non annullare mai i concerti.

Il 12 aprile esce un nuovo 45 giri It would be so nice e Julia dream, che vengono accolti con molta indifferenza. Dopo aver inciso la colonna sonora di The commitee, un film di Peter Sykes, i nuovi Pink Floyd vedono ripagate tutte le loro amarezza il 29 luglio 1968, data storica, in occasione del primo free concert organizzato ad Hide Park (dove lo stesso anno passarono anche i Rolling Stones e i Jethro Tull). Si radunarono 100.000 giovani accorsi per ascoltare la nuova formazione alla sua prima grande uscita dopo la partenza di Barrett. L’entusiasmo fu generale e non solo del pubblico, ma anche da parte della critica, con Gilmour che passa brillantemente la prova dimostrando una completa integrazione con il gruppo. Lo stesso giorno, sempre il 29 luglio, esce sul mercato il loro secondo album A saucerful of secret in cui emergono come compositori Wright e Waters, la nuova linea creativa dei Pink Floyd.

Anche se questo album può ancora ricordare il periodo Barrettiano, brani come Set the control for the heart of the sun e Let there be more light, entrambi scritti da Waters, sono estremamente rappresentativi del nuovo corso. Una struttura musicale più costruita e più melodica.

A saucerful of secret si chiude con Juqband Blues, una canzone di Barrett, l’ultimo contributo fisico e poetico di Syd al suo vecchio gruppo e il suo inserimento nell’Album è l’omaggio che i nuovi PINK FLOYD vogliono rendere al loro amico.

A saucerful of secret rappresenta, non solo per la storia dei PINK FLOYD, ma per tutta la musica rock inglese, l’apoteosi e la fine di un’epoca, quella psichedelica.

Il 1969 ed 1970 rappresentano per i PINK FLOYD due anni molto importanti, riescono ad imporsi al grande pubblico e soprattutto riescono a scrollarsi di dosso  l’ombra  di  Syd  Barrett, diventando una vera e propria istituzione musicale e sociale.

Il 14 aprile 1969 fu annunciato il loro nuovo show dal lunghissimo titolo: More furious madness from the massed gadgets of auximenes alla Royal Festival Hall di Londra ed in quella occasione fu presentata la loro nuova creazione “THE MAN”, una lunga suite di circa 40 minuti ispirata alla giornata dell’uomo medio inglese.

Viene usato il loro ultimo e perfezionato regolatore sonoro, l’Azimuth Co- Ordinator, che consisteva in una specie di cloche di controllo che permetteva di ruotare il suono di 360°.

Al sorgere del giorno, reso in maniera eccellente non solo dal punto di vista musicale, ma anche visivo, con una grande regia di Roger Waters, segue la prima colazione del nostro eroe, il lavoro, la pausa del tè (i quattro effettivamente si siedono e prendono il tè), l’amore, raffigurato dalla sensuale chitarra di David Gilmour ed infine la notte, carica di fantasmi e di incubi, ed in quest’ultima parte della suite si scatena tutta la fantasia rappresentativa dei PINK FLOYD. Dal palco, proveniente da un fondale d’argento, appare un mostro marino che lentamente avanza fino alle prime file della platea per poi scomparire nel nulla.

Questa mini-opera, che conferma ed esalta la vocazione scenica del gruppo, tendente a ricreare sul palco un ambiente ed un clima particolari, con un supporto musicale che dava la dimensione del tempo, non fu mai incisa dai PINK FLOYD anche se fece parte per lungo tempo delle loro serate.

Il 10 luglio 1969 la BBC utilizza la musica dei PINK FLOYD per il programma televisivo in diretta del primo sbarco dell’uomo sulla luna e sempre nello stesso mese esce il loro terzo album MORE, una colonna sonora da film, importante fra l’altro per il recupero dei toni melodici sostenuti dalla nuova chitarra di David Gilmour.

Continua nel frattempo lo loro serie di concerti in Inghilterra e all’estero e dopo neanche 4 mesi dall’uscita di More, escono con il nuovo Album UMMAGUMMA.

Per ogni gruppo che si rispetti e che ha raggiunto una certa fama, arriva sempre il tempo di un album dal vivo ed i PINK FLOYD non si sottraggono a questa regola anche se preferirono dividerlo in 2 parti, una dal vivo ed una in studio.

La parte Live si riferisce a 2 concerti tenuti nel mese di luglio al Mother’s Club di Birmingham e al College of Commerce di Manchester.

La parte Studio è formata da singole composizioni di ciascun elemento, quasi a voler dimostrare che ognuno all’interno del gruppo conserva una sua dimensione personale, ben precisa e non solo musicale, ma anche culturale. Si tende a sfatare, inoltre, la figura di Roger Waters già considerato leader ed unica mente del gruppo. Ogni brano serve quindi ad ogni elemento per sbizzarrirsi a suo piacimento.

Il successo di Ummagumma conferma in pieno lo stato di grazia che stà attraversando il gruppo: due album di successo usciti a neanche 4 mesi di distanza l’uno dall’altro e numerosi concerti che ovunque fecero registrare il tutto esaurito.

Appena rientrati a Londra dopo la loro turnèe, i PINK FLOYD sono di nuovo pronti per ripartire, questa volta la destinazione è l’Italia.

Chiamati a Roma da Michelangelo Antonioni per la colonna sonora del suo ultimo film Zabriskie Point, una serie infinita di incomprensioni fece si che questa collaborazione fu definita, a tratti, un inferno ed alla fine il regista scelse solo 3 degli 8 brani registrati.

Il 5 febbraio del 1970 Zabriskie Point fu premiato a New York.

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