Agatha Christie

Nella prima guerra mondiale è volontaria della Croce Rossa britannica e da questa esperienza prende spunto per i suoi romanzi di narrativa poliziesca. Altra fonte di ispirazione, per molti dei suoi libri più famosi, come Assassinio sul Nilo e Assassinio sull’Orient Express, sono i viaggi in tutto il Medio Oriente. Ma i suoi misteri non sono solo contenuti nei suoi libri. Ci sono voci di una crisi di nervi, di un’inspiegabile scomparsa e di un divorzio astioso, reso ancora più doloroso per la morte della sua amata madre. Nonostante tutto, Agatha Christie, una donna timida, intelligente e complessa, è diventata l’autrice più venduta di tutti i tempi, insieme a Shakespeare, con oltre due miliardi di libri in tutto il mondo, tradotti in oltre quarantacinque lingue. Eppure, nonostante la sua fama, la vera Agatha Christie rimane misteriosa come uno dei personaggi dei suoi romanzi. Agatha Christie nasce il 15 settembre 1890 a Torquay, Inghilterra. Rimane orfana di padre, un americano, quando ha solo dieci anni e viene cresciuta dalla madre e dalla nonna. Nel corso dell’adolescenza frequenta l’alta società fino al matrimonio, nel 1914, con Archie Christie, che diventa uno dei primi piloti di Royal Flying Corps operanti nel corso della prima guerra mondiale. Comincia a scrivere biografie romanzate sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott; queste sue prime opere, però, vengono ignorate sia dalla critica che dal pubblico. Il suo primo successo risale al 1926,  Dalle nove alle dieci. Vive un periodo negativo, tra la morte della madre e l’abbandono del marito, di cui mantiene il cognome; in questo periodo scompare, cominciando ad essere ricercata per tutto il paese per poi essere ritrovata ad Harrogate, nell’Inghilterra del Nord. Negli anni seguenti scrive nonostante una forte depressione. Il periodo di crisi termina quando, durante un viaggio in treno per Bagdad, trova l’ispirazione per scrivere Assassinio sull’Orient Express. In questa occasione si innamora di Max Mallowan, che sposa nel 1930. Nel 1947 la regina Mary le chiede, come regalo di compleanno per i suoi ottant’anni, di comporre una commedia in suo onore. Nel 1971 viene nominata Dama dell’Impero Britannico, che corrisponde alla massima onorificenza concessa alle donne di quei tempi in Gran Bretagna. Muore nel 1976, all’età di 85 anni, e viene sepolta nel cimitero del villaggio di Cholsey nel Oxfordshire. Related posts: Andrea Camilleri J.K.Rowling Stephen King

Stephen King

Scrittore statunitense (n. Portland, Maine, 1947). Specializzato in romanzi e racconti horror, la sua prolifica carriera è cominciata nel 1974 con il romanzo Carrie, per poi affermarsi con The Shining nel 1977 e continuare con una grande produzione di scritti che ha fatto di K. uno degli autori più popolari del suo tempo, popolarità raggiunta anche grazie alla sua attività di sceneggiatore, produttore e attore cinematografico. Appena terminati gli studi, individuò nella scrittura la propria vocazione e trascorse alcuni anni pubblicando racconti su varie riviste e dedicandosi nel frattempo all’insegnamento. Nel 1974 fu pubblicato il romanzo Carrie che con il successo ottenuto (tale che B. De Palma ne trasse nel 1976 un film) gli permise di diventare uno scrittore di professione. Da quel momento, la popolarità di K. è cresciuta rapidamente sino a fare della sua opera un eccezionale caso editoriale, cinematografico e televisivo. Nella ricchissima produzione di romanzi e racconti, nella quale è stata vista un’efficace espressione delle paure profonde proprie dell’uomo contemporaneo, si ricordano: The Shining (1977; da cui il film di S. Kubrick, 1980); The dead zone (1979; da cui il film di D. Cronenberg,1983); Misery (1987; da cui il film di R. Reiner, 1990); The green mile (1996; da cui il film di F. Darabont, 1999); Dreamcatcher (2001; da cui il film di L. Kasdan, 2003). In seguito, nonostante la sua attività di sceneggiatore, produttore e attore cinematografico e televisivo sia divenuta sempre più intensa, K. ha parallelamente proseguito quella di scrittore: oltre a The Colorado kid (2005), Cell (2006), Lisey’s story (2006) e Blaze, pubblicata sotto lo pseudonimo di  Richard Bachman (2007), tra le sue opere più recenti vanno segnalati i romanzi Duma key (2008), che si snoda intorno alle allucinazioni di un uomo sopravvissuto a  un incidente stradale, e The dome (2009), progetto editoriale di vasta portata iniziato già negli anni ’70, ambientato nella classica cittadina del Maine, dove una misteriosa cupola cala isolando i suoi abitanti, scatenando così l’eterna lotta tra il bene e il male. Nel 2008 è stata edita l’antologia Just after sunset (trad. it. Al crepuscolo, 2008), raccolta di 13 racconti inediti in cui K. esplora nuovamente i limiti della realtà dalla prospettiva dell’inarrestabile deriva mentale dei suoi personaggi; è del 2010 la pubblicazione del romanzo Blockade Billy, ambientato nel mondo del baseball, e della raccolta di racconti Full dark, no stars (2010), che ruotano attorno al tema della violenza sulle donne, mentre in 11/22/63  (2011), data dell’assassinio di J.F. Kennedy, lo scrittore compie una sorta di viaggio nel tempo per salvare il presidente americano. Tra le sue opere più recenti vanno citate: The wind through the keyhole (2012; trad. it. La leggenda del vento, 2012), ottavo romanzo della saga della Torre Neral; Doctor Sleep (2013; trad. it. 2014), sequel di Shining; entrambe nel 2014, Mr. Mercedes (trad. it. 2014) e Revival (trad. it. 2015); Finders keepers (2015; trad. it. Chi perde paga, 2015); The bazaar of bad dreams (2015; trad. it. 2016); End of watch (2016; trad. it. Fine turno, 2016); Sleeping beauties (con O. King, 2017; trad. it. 2017); Gwendy’s button box (con R. Chizmar, 2017; trad. it. 2018); The outsider (2018); Elevation (2018; trad. it. 2019); The institute (2019; trad. it. 2019); If it bleeds (2020; trad. it. Se scorre il sangue, 2020); Later (2021; trad. it. 2021); Billy Summers (2021; trad. it. 2021); Gwendy’s final task (con  R. Chizmar, 2021; trad. it. 2022); Fairy tale (2022; trad. it. 2022); Holly (2023; trad. it. 2023). Related posts: Andrea Camilleri J.K.Rowling Agatha Christie

J.K.Rowling

J. K. Rowling nasce a Yate il 31 luglio del 1965 ed è cresciuta a Chepstow per poi trasferirsi a Exter dove ha frequentato l’università e si è laureata in francese e Lettere Classiche. Si è successivamente trasferita a Londra per lavorare per Amnesty International come ricercatrice e segretaria bilingue. È in questo periodo che in un viaggio in treno è nato il personaggio di Harry Potter e successivamente gli altri protagonisti della celebre saga. Si narra che abbia impiegato 5 anni per la stesura del romanzo ma si tratta di una narrazione sbagliata: in questo lasso di tempo lei ha creato l’intera struttura della saga tracciando l’intera opera composta da vari volumi. Per un periodo si trasferisce in Portogallo, ad Oporto, dove insegna lingua inglese. Qui sposa il giornalista Jorge Arantes, il 16 ottobre 1992, dal quale nasce la figlia Jessica, il 27 luglio 1993. Dopo poco però comprende che la vita con Arantes non può proseguire, si separa da lui e torna a Edimburgo con la figlia, con l’idea di vivere con la sorella. Da questo momento in poi la vita della scrittrice si tinge di depressione causata da una situazione finanziaria complessa che la vede senza lavoro con un affitto da pagare e con i soli assegni della disoccupazione in grado di sostenere a stento lei e la figlia. È il 1995 quando J.K. Rowling termina il manoscritto di Harry Potter e la Pietra filosofale ma nonostante riesca a trovare un agente che la aiuti, nessuno sembra voler pubblicare il suo libro definito “troppo lungo”. Dopo vari tentativi la casa editrice Bloomsbury accetta il suo lavoro e il libro esce il 25 giugno 1997. Tra le richieste editoriali ci fu quello di mettere come nome dell’autrice uno pseudonimo poiché la casa editrice credeva che il pubblico degli adolescenti non avrebbe accettato di buon occhio una scrittrice donna: nasce così J.K. Rowling. La pubblicazione ebbe un enorme successo in tutto il mondo: tutti volevano leggere le avventure di Harry Potter. Seguirono così: Harry Potter e la camera dei segreti (1998), Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (1999), con il quale la Rowling (primo caso nella storia) vince lo Smarties Prize tre volte di fila; Harry Potter e il calice di fuoco (2000), con il quale l’autrice venne eletta “autore dell’anno” ai British Book Awards e vincitrice del Premio Hugo. Nel 2001 Rowling si sposò con Neil Murray e con lui ebbe due figli: Mackenzie Jean Rowling Murray e David Gordon Rowling Murray. Harry Potter e l’Ordine della Fenice (2003) ebbe ben due riconoscimenti della American Library Association, l’Oppenheim Toy Portfolio Platinum Seal. Il sesto libro della saga, Harry Potter e il principe mezzosangue (2005), vince il “Book of the Year” ai British Book Awards. Quello di J.K Rowling è un vero e proprio caso editoriale, quando pubblica il settimo e ultimo libro della serie Harry Potter e i Doni della Morte, nel luglio 2007, vengono fatti eventi in tutte le librerie registrando la vendita di 20 copie al secondo in Gran Bretagna con ben 11 milioni di copie in 24 ore (solo in Gran Bretagna e USA) e 72 milioni in tutto il mondo nel primo fine settimana, facendo diventare l’ultimo capitolo della saga il libro più venduto nella storia dell’editoria. Related posts: Andrea Camilleri Stephen King Agatha Christie

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri è nato il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, la “marina” di Agrigento, sulla costa sudoccidentale della Sicilia; la città è poco distante dalla contrada Kaos che ha visto i natali di Luigi Pirandello (1867), cugino della nonna paterna Carolina; lo scrittore è morto a Roma, stessa città della scomparsa dell’illustre parente (1936), il 17 luglio 2019. Andrea Calogero è l’unico sopravvissuto dei tre figli di Giuseppe (Peppino) Camilleri, fascista della prima ora e ispettore del lavoro portuale nel periodo in cui Porto Empedocle era «la seconda marineria d’Italia per ordine d’importanza»; la religiosa madre Carmela Fragapane gli impone come secondo nome Calogero, santo celebrato nel giorno della nascita e veneratissimo co-patrono di Girgenti. Lo scrittore, pur essendo esplicitamente ateo – è sepolto nel Cimitero Acattolico del quartiere Testaccio di Roma –, ha conservato, se non devozione, sempre grande rispetto per il santo nero e tradizionalmente vendicativo, evidente dallo spazio riservato nel suo studio ad alcune statuine in suo onore. La famiglia, un tempo agiata, si ridimensiona economicamente, pur rimanendo benestante, così da poter mantenere il ragazzo agli studi. Nato prematuro, di costituzione gracile, il piccolo Nenè cresce con un temperamento ribelle che si manifesta nella mancanza di senso gerarchico e nella difficoltà a non contrapporsi all’autorità, se palesemente ingiusta, comportamento che in piena dittatura fascista gli crea qualche problema di disciplina. In seconda ginnasio marina la scuola per un intero trimestre e falsifica la pagella: la famiglia per imporgli delle regole lo invia a malincuore in un collegio religioso, da cui cerca di scappare senza successo. Insofferente del rigido regolamento, in seguito compie una serie di atti di insubordinazione col proposito di farsi espellere e ci riesce a causa di un atto sacrilego che poi lo tormentò a lungo. Nel 1942, durante una manifestazione culturale a Firenze, a causa del suo insorgente spirito antitedesco, entra in conflitto col ministro Pavolini; nel 1943, rischia di essere cacciato dal PNF ed evita l’espulsione dal partito grazie a un atto di coraggio durante un allarme antiaereo. Avendo a disposizione le fornite biblioteche del padre e dello «zz’Arfredu», manifesta precocemente la passione per la lettura, che lo porta ad affrontare non tanto i classici per l’infanzia, quanto libri di avventure, i romanzi polizieschi (soprattutto Simenon) e le riviste teatrali. In particolare sono le storie di ambiente marinaro ad attirare le sue attenzioni: dai sei anni in poi legge La follia di Almayer, di Conrad e Moby Dick; negli anni a venire le opere di Stevenson, London e Kipling. Una narrativa che alimentava l’altra sua grande passione, quella per il mare e il sogno adolescenziale di diventare ufficiale di marina, naufragato dopo un incidente a un occhio. Dall’età di dodici-tredici anni ha navigato di frequente in pescherecci e ha frequentato dei corsi, nei quali ha imparato a fare segnalazioni con le bandierine e a utilizzare un simulatore dell’alfabeto Morse – uno strumento che ha avuto un posto d’onore nel suo studio –, conservando una grande competenza teorica e la capacità di fare lunghe immersioni in apnea. Camilleri subisce l’inquadramento scolastico del ventennio della dittatura, che si basava sul culto del duce e della Patria; è noto che a dieci anni avesse inviato una lettera a Mussolini, offrendosi volontario per la guerra in Abissinia. Negli anni successivi la fede nel duce comincia, però, a vacillare, a partire dall’imposizione delle leggi razziali del 1938 e dell’entrata in guerra nel 1940, disapprovate persino agli occhi del padre che, avendo partecipato alla Marcia su Roma, era rimasto fedele agli iniziali contenuti rivoluzionari del fascismo e interpretava tali iniziative come un atto di subordinazione dell’Italia alla Germania. Nel periodo del liceo, allo scopo di sottrarsi alle esercitazioni ginniche obbligatorie del sabato fascista, per pigrizia più che per dissenso ideologico, fonda con altri compagni – tra cui Gaspare Giudice, che diventerà tra i massimi biografi di Pirandello – una rivista politico-letteraria di otto pagine, «L’asino»: i sei numeri del periodico, stampati su carta scadente e distribuiti nelle scuole superiori di Agrigento, costituiscono le prime fondanti esperienze di Camilleri nell’ambito del giornalismo. La posizione strategica di Porto Empedocle nel Canale di Sicilia determina una serie di insistenti e martellanti bombardamenti sulla zona, che infatti è stata teatro dello sbarco degli angloamericani, avvenuta fra Licata e Gela nel luglio del 1943. Nel territorio occupato dagli alleati, fino alla linea Gustav, la guerra è finita: fino ad allora, come tutti, Camilleri vive l’esperienza della guerra fra il rumore stridulo delle sirene dell’allarme, le corse ai rifugi antiaerei, le devastazioni dei luoghi natali. Come molti, con lo sfollamento della famiglia in un paese dell’interno, Serradifalco (dove può accedere a un’altra biblioteca piuttosto fornita), conosce poi lo sradicamento dalle proprie abitudini e dalla propria casa, unito all’angoscia dell’incerto destino del padre, rimasto per lavoro a Porto Empedocle. A causa di queste concitate fasi della seconda guerra mondiale, Camilleri ottiene il diploma dopo un semplice scrutinio senza sostenere l’esame di maturità, sospeso per l’emergenza; ancora diciassettenne, nel mese di luglio viene richiamato per il servizio militare in Marina ma, in ragione dello sbarco alleato, può disertare pochi giorni dopo, senza subire conseguenze.  Del periodo della guerra e dell’immediato dopoguerra, conserverà molti ricordi, riferiti anche ad alcuni sorprendenti e fortuiti incontri, raccontati più volte nei libri di memorie o nel corso di interviste: per esempio col generale Patton, ammirevole come soldato, ma cosa fitusa come uomo; con Robert Capa, in grado di usare la macchina fotografica con la velocità di una mitragliatrice, ma in imbarazzo di fronte alla maestosità del Tempio della Concordia di Agrigento; col jazzista Nick La Rocca, già ritiratosi dalle scene, ma disponibile a una jam session improvvisata in un concerto effettuato a Palermo, quasi di nascosto, in barba alle direttive dei gerarchi; con lo scrittore siculo-americano Jerre Mangione, l’unico con cui, dal 1947, ha intrattenuto una corrispondenza epistolare. Dopo gli studi classici, Camilleri si iscrive alla facoltà di Lettere all’Università di Palermo, pur senza conseguire mai la laurea (a partire dal 2002 gliene sono state conferite numerose ad honorem). Le prime attività di ambito poetico e teatrale

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